giovedì 15 marzo 2018

UN SUCCESSO LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI POESIE DI DON RAFFAELE.

Giorno 13 marzo nel salone Baranzini della Basilica della Madonna delle Lacrime di Siracusa, si è svolta la presentazione del libro di poesie di don Raffaele Aprile:  “Innamorarto del Cielo – Riflessione dell’anima”.







Sala gremita di gente,  un vero successo.

Ha introdotto l'evento don Aurelio Russo rettore del Santuario




Mons. Giuseppe Greco ha presentato il libro e, senza abbandonare la sua vasta cultura letteraria che gli riconosciamo, ha inquadrato il lavoro del giovane sacerdote alla luce di tre diversi aspetti:




Click to play this Smilebox slideshow“Poesia e Profezia”: La profezia non è indovinare il futuro ma è “La parola di Dio messa in Bocca ad un uomo. Profeta è colui che parla a nome di Dio.
La poesia è frutto della Ispirazione. La poesia religiosa di don Raffaele è la parola dell’uomo che parla di Dio, che parla a Dio, che racconta la sua esperienza di Dio, che anela a Dio.
“Poesia e Preghiera”: La preghiera di don Raffaele diventa poesia perché la preghiera è una relazione con Dio così intenza che non può essere espressa con parole banali, ma con espressioni poetiche più alte.
“Poesia e Vita”: La poesia di don Raffaele non è un modo di evadere dalla vita concreta per rifugiarsi in un mondo inesistente o virtuale, è invece una poesia radicata sulla terra e sulla vita di tutti i giorni  con le sue spine e con le sue gioie.

E’ seguito un interessante dibattito tra la dott.ssa Maria Riccioli ,docente e scrittrice, e don Raffaele che ha fatto comprendere meglio la personalità di questo Sacerdote, il quale non disdegna di proporci momenti del suo itinerario di vita trasfigurante, cioè di quel   processo di trasposizione della sua vita dovuto all'interpretazione artistica. La sua vocazione ed il suo totale affidarsi a Dio ed alla Madonna, come parlare con Dio, come pregare Dio, come ascoltare Dio attraverso la contemplazione, i sussurri ed i silenzi del Creato, sono  intellegibili solo dopo   un’attenta ed intelligente lettura del suo libro.
Luigi Majorca


mercoledì 14 marzo 2018

NON COME VOGLIO IO, MA COME VUOI TU.



Assidui e concordi nella preghiera  
V catechesi di don Angelo Saraceno
                                          
Perseveranza nelle preghiere
Il giorno di Pentecoste lo Spirito della promessa è stato effuso sui discepoli, è lui che istruisce la Chiesa e le ricorda tutto quello che Gesù ha detto, la forma anche alla vita di preghiera.
Lo Spirito Santo, che in tal modo ricorda Cristo alla sua Chiesa orante, la conduce anche alla Verità tutta intera e suscita nuove formulazioni, le quali esprimeranno l’insondabile mistero di Cristo, che opera nella vita, nei sacramenti e nella missione della sua Chiesa. Queste formulazioni si svilupperanno nelle grandi tradizioni liturgiche e spirituali.
Senza la preghiera non c’è una vita con Dio, e neanche un servizio all’uomo (CCC 2744) “perché senza di me non potete far nulla” (Gv 15,5).
Anche se è la cosa più difficile da praticare nella vita con Dio, è così necessaria come l’aria per respirare. Pregare non è un’arte di cui il cristiano si appropria, è soltanto un rispondere a colui che già da tempo prega e opera in lui.
“Per pregare bisogna volerlo” (CCC 2650).
Le forme della preghiera
È a partire dall’esperienza personale che Gesù ha insegnato ai suoi discepoli a pregare.
Accogliamo i suoi consigli.
a)      Prima di pregare riconciliati con il tuo fratello (Mt 5, 23-24; Mc 11, 25)
b)     Quando preghi, ritirati nella tua camera (Mt 6,6)
c)      Tutto ciò che chiederete nel mio nome lo farò (Gv 14,13)
d)     Pregare con umiltà, come il pubblicano (Lc 18, 9-14)
e)      Pregare insieme, accordandosi con i fratelli (Mt 18, 19-21)
f)       Pregare con fiducia (Mt 6, 7-8)
g)      Pregare sempre senza stancarsi (Lc 18, 1-8 e 21, 34-36)

Riflettiamo su alcuni modi di pregare:
1)      Preghiera di domanda
Rivolgendosi a Dio con la domanda nelle diverse situazioni esistenziali, il credente, senza rinunciare alle proprie responsabilità e al proprio impegno, attesta di voler ricevere dalla relazione con lui il senso della propria vita e la propria identità, e confessa di non “disporre” della propria esistenza.
In questo senso la preghiera di domanda è certamente scandalosa, in quanto urta la pretesa di autosufficienza dell’uomo. Dietro ad ogni particolare preghiera di domanda veramente cristiana, vi è una domanda radicale di senso, che il progresso tecnologico non potrà mai rendere superata, e che investe non solo il credente (chi sono?) ma anche Dio.
Con la preghiera di domanda inoltre, ......

venerdì 9 marzo 2018

EVANGELIZZARE, TESTIMONIANZA DI VITA



IL FENOMENO DEL SECOLARISMO E LA NECESSITA’ DI UNA NUOVA EVANGELIZZAZIONE (di Emanuele Messina)
(L'intero articolo lo trovate nella pagina PDF cartella scuola responsabili -potete scaricarlo)

Si tratta di un tema complesso di cui si parla spesso con approssimazione includendovi significati diversi, essendo connesso a secolarizzazione, desacralizzazione, laicizzazione, e forse altri ancora.
    E’ buona norma partire dal nome per avvicinarsi al suo significato.
    Secolarismo proviene dalla parola latina saeculum  che significa secolo, età presente, vita mondana, tempo; l’aggettivo saecularis, significa cose di questo mondo. Ma come avviene nelle parole che ci vengono dal lontano passato, questa nel tempo è stata usata in contesti e con significati diversi.
    La parola secolarizzazione, fu coniata nel XVII secolo per indicare l’espropriazione di alcuni beni ecclesiastici, precisamente nel trattato di pace di Munster fra l’Impero e la Francia, nel 1648, a conclusione della guerra dei Trenta anni. Il termine dalla politica passò al diritto canonico per indicare l’esclusione dalla vita monastica di un suo membro. Il monaco, per motivi vari, viene restituito al secolo, viene sciolto dai suoi voti, viene secolarizzato. Alla fine del 1700, e in conseguenza della rivoluzione francese, i beni ecclesiastici furono letteralmente saccheggiati, si diceva che venivano secolarizzati, se ne appropriava lo stato.
    Nell’età moderna i termini secolarizzazione ....................... 

giovedì 8 marzo 2018

“INNAMORATO DEL CIELO. RIFLESSIONI DELL’ANIMA.”

Il libro,  scritto da Raffaele Aprile, eclettico sacerdote di Siracusa, è un volume di preghiere, poesie e prose che diventano spunti di riflessione e meditazione, frutto di momenti di silenzioso incontro con Dio    sul monte Senario.
Lo stesso don Aprile scrive nella prefazione del libro “la poesia è creazione dell’anima, del cuore, dell’animo umano, che si meraviglia dinnanzi all’ambiente che lo circonda, come fa un bambino, così il poeta assume lo stesso sguardo, stupendosi di come si possa percepire la bellezza, la presenza dell’Assoluto nel creato”.


Questo libro  verrà presentato  nelle tre programmate giornate del prossimo 13, 17 e 20 marzo.

Durante il primo incontro di martedì 13 marzo, alle ore 19.00, nel salone Baranzini del centro convegni del santuario Madonna delle Lacrime (Viale Luigi Cadorna, 139), a Siracusa, oltre all’autore, interverranno la scrittrice Maria Lucia Riccioli, autrice della prefazione del libro e Mons. Giuseppe Greco, direttore della biblioteca Alagoniana.






Sabato 17 marzo, invece, l’appuntamento previsto a Francofonte, nella Chiesa di San Francesco D’assisi (via A. Gramsci), alle ore 19,30, vedrà la partecipazione, oltre all’autore, anche dell’avvocato Luigi Majorca.






Durante l’ultima presentazione, che si terrà martedì 20 marzo, alle ore 18.30, a Villasmundo nella Chiesa di San Michele Arcangelo (Via Vittorio Emanuele, 53) dialogherà con l’autore, la scrittrice Maria Luicia Riccioli.


martedì 6 marzo 2018

UN BISOGNO INSOPPRIMIBILE DELLO SPIRITO



 La Preghiera per eccellenza
IV Catechesi Di don Angelo Saraceno 

I Martiri di Abitene nel 304 non esitarono a morire per celebrare l’Eucarestia domenicale e al procuratore romano che voleva costringerli a desistere risposero senza esitazione, senza tentennamenti “senza la Messa domenicale non possiamo vivere” perché qui è la Parola, il Pane, il Vino, il perdono, la fraternità, l’universale. In sintesi: qui è il Cristo condiviso.
L’Eucarestia è la preghiera per eccellenza occorre uscire dall’isolamento egoistico dell’individualismo scoprire il senso “ecclesiale della preghiera che è coscienza di espletare una missione in risposta ad una chiamata che si consuma nel desiderio di essere “sacramento visibile” dello Spirito che ci convoca in chiesa per riconoscere lo Spirito attivo nella storia e in ogni singola persona. Ci assumiamo così il compito di andare alla ricerca della sua presenza, disseminata ovunque, portarla alla luce, adorarla e amarla.
Compito del cristiano è quindi, immergersi negli eventi e nella storia per ricomporre il Cristo, riunendo i frammenti disseminati in ogni persona, in ogni cultura, in ogni tempo, in ogni relazione, in ogni peccato in ciascuno di noi..........

venerdì 2 marzo 2018

PERCHE' DIGIUNARE ?


                               
Significato del digiuno
              Terza catechesi di don Angelo Saraceno

“Perché digiunare?
Il Vangelo ci ricorda che nella fede valgono le stesse logiche dell’amore. Così come uno quando è innamorato e deve stare lontano da chi ama e per questo soffre, così è dei discepoli che quando sentono la lontananza da Dio, da Gesù, digiunano. Non è una penitenza punitiva ma espressiva, cioè è il tipico atteggiamento di chi perde persino l’appetito perché sente la mancanza “dello sposo” che per noi si tradurrebbe nella mancanza di senso.
Quando ti viene tolta la percezione del senso della vita, quello è il tempo di digiunare, perché il digiuno sposta l’attenzione dallo stomaco (cioè dai bisogni fisici) al cuore (cioè al bisogno di senso). E al fondo di questa attenzione possiamo ritrovare Dio. È questo il significato del tempo del digiuno. È l’esperienza dell’assenza dello sposo.
Davanti ad un’assenza o ad un dolore noi vogliamo trovare modi per non sentire quel dolore e  quella assenza. Mangiamo ci abbuffiamo” per dimenticare, per non provare, per esorcizzare.
Ma la vita spirituale è sapersi calare in questa assenza, è saper guardare dentro quel dolore. Ma non ha senso fare questo quando lo sposo è presente. Ciò significa che non dobbiamo imparare delle tecniche ma dobbiamo saper riconoscere i tempi giusti.
C’è qualcosa .......

giovedì 1 marzo 2018

NON ESSERE PIGRI


Nella preghiera personale e comunitaria, nella catechesi e nella liturgia, dobbiamo trovare delle modalità, attraverso le quali la comunità dei cursillisti si ritrovi a porre Dio al centro della propria azione.
Gesù si pone come modello e ci indica la strada.
Ebbene quando si inizia il cammino quaresimale si decide: il percorso, la durata, la mèta, i mezzi necessari, le tappe, le persone compagne di viaggio: I mezzi sono la preghiera (la Parola), le tappe sono gli incontri settimanali e soprattutto la messa domenicale, i compagni di viaggio sono tutti i cristiani del mondo ed in particolare i fratelli cursillisti.
La Quaresima non è un tempo triste e pesante ma un tempo che vuole rendere più bella, più vera, più gioiosa la nostra vita.
Fare la Pasqua come Gesù, significa far  morire  le cose brutte della nostra vita e far crescere le cose belle.
La Quaresima è un tempo di fondamentale importanza non solo per la riscoperta della pratica penitenziale, come verifica degli equilibri  della nostra vita, quanto piuttosto per esprimere con le nostre vivenze di fede la  risposta a Dio.
La Catechesi crea, pertanto, una preziosa opportunità perché i cursillisti siano sensibilizzati per collaborare alla costruzione di una comunità cristiana adulta.
Perché, allora, non leggere e meditare i sussidi che il nostro animatore spirituale, don Angelo Saraceno ci mette a disposizione?
Quindi, vi invito a fare un piccolo sforzo, quello di impegnarvi a leggere le catechesi di don Angelo perché possiate far morire in voi quanto contrasta con Gesù.
(La terza catechesi sarà pubblicata domani.)

mercoledì 28 febbraio 2018

A RAGION VEDUTA

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NON SOLO NOI

Sabato 24 febbraio del 2018 presso il salone del “Centro Utopia” non c’eravamo solo noi dell’ultreya di Augusta ma anche diversi “lontani” invitati per conoscerli, conoscersi, e fare amicizia.
Come è nostra consuetudine il ciclo del “Cineforum” è destinato al “pre-cursillo”.
E’ questa un’occasione privilegiata non solo per condividere i tanti temi scottanti che il film ci propone, ma anche un’opportunità per stabilire diverse conoscenze, specialmente nella successiva cena conviviale.
La serata è ben riuscita, il film, molto bello, e la discreta serata ha aiutato gli  amici dell’ultreya di Augusta a partecipare all’evento, molto apprezzato da tutti gli intervenuti.

Peppe Tringali